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Giugno 4, 2026
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Malta: l’economia con il più alto tasso di crescita tra i Paesi dell’Unione Europea
La Commissione Europea ha affermato che l’economia maltese è cresciuta a ritmo continuativo per l’intero corso del 2025 registrando un tasso del 4%, valore che reputa rimarrà simile anche nel prossimo futuro con una previsione pari al 3,7% per quest’anno e al 3,6% per il 2027.
Il dato acquisisce una rilevanza ancor più significativa se si considera che è di gran lunga superiore al tasso di crescita medio dell’Unione Europea (1,1% per il 2026) e che si stacca in modo netto da quello relativo all’anno corrente di altre economie europee importanti come quella italiana (0,5%) o tedesca (0,6%).
In seguito all’ultima revisione periodica, anche l’agenzia internazionale Moody’s ha riconfermato il rating A2 con outlook stabile per Malta, sottolineando la robustezza del Paese, il suo moderato debito pubblico e la sua limitata esposizione a possibili schok esterni al contrario di altri cinque Stati membri UE che da parte della medesima agenzia hanno ricevuto previsioni negative.
Nonostante incertezze, tensioni ed avversità derivanti dallo scenario geopolitico, l’economia di Malta si posiziona quindi in cima al podio d’Europa, configurandosi non tanto come sorpresa inaspettata quanto come conferma prevista già in passato in virtù della costanza e della sistematicità con cui la giurisdizione ha orientato la propria strategia di crescita.
Diversi sono i fattori identificati dalla Commissione che hanno reso possibile tale risultato e che si attestano come elementi di essenziale supporto allo sviluppo economico dell’isola: in primis il settore dei servizi professionali offerti, da quelli di ambito finanziario a quelli turistici. In particolar modo proprio il turismo nel 2025 ha conosciuto una performance andata ben oltre ogni aspettativa, con più di 4 milioni di visitatori (+12,9% rispetto al 2024) che hanno speso 3,9 miliardi di euro per soggiorni di vacanza ma anche per affari.
L’aumento dei consumi privati (+3,3%), degli investimenti (+2%), dei posti di lavoro (+3,9%) insieme ad una riduzione sia del deficit fiscale che del debito pubblico fanno da corredo ad un quadro generale molto positivo nonostante per quest’anno sia anche previsto un aumento dell’inflazione del 2,7% causato principalmente dal rialzo internazionale dei prezzi dell’energia che verrà comunque mitigato attraverso le misure introdotte dal Governo a tutela dei consumatori.
